[recensione] Sempre Domenica, l’eleganza e l’ordine del caos

Deve essere il pubblico alla fine a riempire di risposte o di altre domande il caos di esistenze e di parole che questi giovani e straordinari attori hanno creato dal nulla come una vertigine dovuta a  un bicchiere di vino mischiato a un sussulto concreto. E’ una sola invece la replica, quando si torna a casa e qualcuno, la propria amante, i propri genitori, i propri nonni, i propri figli o i propri nipoti perché non esiste differenza generazionale,  chiede: di cosa parlava lo spettacolo? Parlava di noi.

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