no – una giostra sui limiti dei limiti imposti

no-una-giostra-sui-limiti-dei-limiti-imposti-controcanto“NO” è uno spettacolo teatrale scritto e interpretato dal collettivo Controcanto, esito di una ricerca formale durata più di un anno sul concetto di divieto.
Lo spettacolo nasce da diversi interrogativi, in un momento in cui abbiamo sentito semprepiù forte l’assurda necessità della società in cui viviamo di aggiungere sempre nuovi limiti per contenere le derive dei comportamenti umani:
è la forma del divieto il modo migliore per indirizzare la società?
è la forma del divieto la via più efficace per educare gli altri?
Esiste un modo positivo per comunicare concetti per quanto giusti, da sempre relegati alla forma negativa?
Alla ricerca di risposte, il collettivo Controcanto ha iniziato nel maggio 2012 un laboratorio stabile di ricerca aperto a 7 giovani attori, tutti poco più che ventenni, guidato dalla regista Clara Sancricca, con l’aiuto di Cristiano Di Nicola.
L’esito è uno spettacolo a quadri, privo di scenografia, con attori in tuta che scena per scena sviscerano la forma del divieto come metodo di repressione sociale o emotiva, di educazione dei propri figli, d’imposizione della legge, di espressione religiosa, di protesta.
“No” alterna quadri dal clima mutevole: scene corali dal carattere grottesco, monologhi intimi dei performer, dialoghi comuni ambientati in situazioni di vita quotidiana, energiche scene dal forte impatto fisico; tutti legati dalla totale assenza di scenografia e dall’uso continuo di corde di 3 metri utilizzate come oggetti di scena, scenografia, effetti speciali e mezzi di costruzione di strutture.
L’utilizzo delle corde nasce dall’esigenza registica di utilizzare uno strumento convenzionalmente relegato alla sua immagine di oggetto vincolante, come elemento di possibilità.
Dall’inizio infatti le corde vengono utilizzate come strumento utile alla realizzazione delle scene, fino alla fine, quando, grazie a movimenti rapidi vengono utilizzati come mezzo d’espressione formale di liberazione dai vincoli espressi nei minuti precedenti.

Le musiche di Giorgio Stefanori accompagnano lo spettatore verso le molteplici atmosfere che caratterizzano le varie scene, attraversando quindi stili e forme completamente differenti tra loro ma mantenendo comunque una coerenza di fondo attraverso l’utilizzo di temi o atmosfere ricorrenti.

“NO”, come naturale, non offre risposte, ma solo domande.